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Italiani residenti in Svizzera e le infrazioni stradali commesse Italia

Multa per infrazione stradale commessa in Italia da cittadini residenti in Svizzera: pagare o cestinare?

 Avv. Stefania Incontro

Capita spesso che i cittadini italiani residenti all’estero rientrino nel paese nativo per trascorrere una breve vacanza, per ritrovare i propri cari o per motivi di lavoro.

Nella maggior parte dei casi essi si recano in Italia utilizzando la propria autovettura o noleggiandone una al loro arrivo presso uno dei numerosi servizi di “car rental” presenti in loco.

Ciò espone il guidatore (ovvero il proprietario del mezzo o colui che ha noleggiato l’auto) ad un’alta probabilità di commettere un’infrazione stradale, con la conseguenza di vedersi recapitare al proprio rientro il verbale relativo all’infrazione commessa.

Le più frequenti infrazioni riguardano eccesso di velocità, parcheggi in divieti di sosta, transito nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, o per essere entrati nelle cosiddette ZTL (zone a traffico limitato).

Nella maggior parte dei casi la contestazione immediata non è possibile, pertanto è necessario che l’organo competente provveda a notificare la multa alla residenza del trasgressore.

Il recupero dei dati anagrafici sarà facilitato solo nel caso di auto noleggiata, in quanto la società di noleggio può comunicare all’organo accertatore che ne faccia richiesta i dati di colui che ha noleggiato il veicolo.

Secondo quanto previsto dall’art. 201 del Codice della Strada la notifica delle multe emesse in territorio italiano da parte di residenti all’estero e non contestate immediatamente, deve avvenire entro 360 giorni dall’accertamento.

La multa non dovrà essere pagata se la notifica del verbale viene eseguita oltre tale termine, in quanto si è prescritto il diritto, dell’organo che ha emesso la sanzione, a riscuotere le somme.

La notifica della multa, oltre i termini di prescrizione, è un fenomeno piuttosto frequente a causa delle complicate procedure per rintracciare i trasgressori, tanto che la Commissione Europea sta lavorando per creare una banca dati elettronica che consenta di identificare rapidamente e facilmente il conducente.

In una posizione particolare si trova la Svizzera che, non facendo parte dell’Unione Europea, resterà esclusa da questa banca dati.

Per tale motivo, molti Comuni italiani, al fine di aggirare il problema della notifica delle multe oltre i termini di prescrizione, hanno affidato a società private, con sede nella confederazione, il compito di incassare le contravvenzioni inflitte agli automobilisti con targhe elvetiche.

Questa prassi viola l’art. 271 del Codice Penale elvetico che “vieta di compiere sul territorio svizzero per conto di uno Stato estero atti che spettano ai poteri pubblici”.

A tal proposito, l’Ufficio Federale di Giustizia (UFG) ha chiarito che, non sussistendo l’accordo tra Berna e Roma per la trasmissione di documenti amministrativi, quali appunto le multe, l’incasso di somme da parte di società private non è conforme alla legge, anche se agiscono su mandato delle autorità di polizia.

Pertanto, qualora un residente in Svizzera che si sia recato in Italia si vedesse recapitare una multa, notificata nei termini di legge, potrebbe decidere di non pagare la sanzione comminata.

In questo caso, però, qualora l’automobilista decidesse di tornare in territorio italiano e dovesse essere fermato dalle Autorità di Polizia, rischierebbe sanzioni molto più gravi, quali il fermo o il sequestro del  veicolo.

E’ bene specificare che, sia in caso di notifica di una multa oltre i termini di legge (dopo 360 giorni dall’accertamento), sia in caso di multa recapitata tempestivamente, ma con modalità illegittime (utilizzo di società private), sarà necessario un ricorso alla competente autorità giudiziaria in quanto l’annullamento non opera automaticamente, ma è necessaria una pronuncia giurisdizionale.

Si ricorda, altresì, che il ricorso potrà essere presentato al Giudice di Pace o al Prefetto entro 60 giorni dal ricevimento della notifica.

Infine, qualora la multa venisse recapitata da società private, appare opportuno, per la valutazione della regolarità del verbale emesso, inviare una lettera raccomandata AR all’ente che ha emesso il verbale contenente la richiesta di copia conforme dello stesso, nonché di eventuale materiale fotografico.

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